L’approccio fotogiornalistico alla fotografia di famiglia e di eventi

Fotogiornalismo e fotografia di famiglia.

Documentary Family Photography

 

Cosa è il fotogiornalismo di famiglia?

Lo stile documentario nella fotografia di famiglia ed eventi è qualcosa di nuovo e particolare. Questo tipo di lavoro ha lo scopo di documentare la vita come è realmente: che sia la quotidianità o qualche evento speciale, l’approccio è di tipo fotogiornalistico: raccontare una storia, con le immagini, documentare la realtà senza interferire con essa.

Perché questo approccio?

  • Perché sono convinta che “reale è meglio di perfetto”; niente è meglio della vita reale.
  • Perché alla fine, quello che cerco è raccontare storie;
  • Perché ogni storia, ogni persona, è unica. Una foto “posata”, una situazione guidata, è annullare l’unicità delle persone, dei fatti, per renderli simili a tanti altri che si vedono su internet o nelle riviste.

Le mie regole del fotogiornalismo (ovvero, come lavoro)

  1. L’ approccio fotogiornalistico non è a chiedere ai soggetti di “non guardare l’obiettivo”. Piuttosto, si tratta di creare una serie di immagini che raccontano una storia, trasmettono qualcosa all’osservatore.
  2. L’ approccio fotogiornalistico non è “essere invisibili”. Al contrario, quello che rende questo approccio particolarmente speciale è il livello di fiducia che si crea tra fotografo e il soggetto fotografato. La fotografia documentaria non è “paparazzare” le persone, ma entrare in sintonia con il soggetto, in modo da capirne – e raccontare con le fotografie – il carattere, la personalità, l’essenza.
  3. Non muovere/toccare nulla nella scena fotografata. Nell’approccio fotogiornalistico, il fotografo non “mette a posto” la scena. Non stiamo facendo foto per riviste di architettura, o di moda. Cio’ significa anche non cambiare la luce; esempio, se fotografo una scena in cui c’è un bambino che dorme in braccio alla mamma, non accendo le luci, perché potrebbe svegliarlo e interrompere la scena. Basta alzare gli ISO della macchina fotografica J.
  4. Non dirigere i soggetti, non metterli in posa. Non chiedere ai soggetti di compiere azioni particolari. Non farli spostare per avere lo “sfondo” migliore. Non si tratta di messa in scena. Né di raccontare persone/situazioni finte.
  5. Non chiedere ai soggetti di fare qualcosa, o di ri-fare una scena. Il bello dell’approccio fotogiornalistico è che le scene documentate sono vere. Compresi gli imprevisti, le imperfezioni, gli eventi inattesi. Che a volte, sono le cose migliori che ci capitano nella giornata.
  6. La post produzione. Evito, di solito, la manipolazione delle immagini. Il lavoro di post produzione è concentrato soprattutto sulla correzione di problemi di colore, esposizione, bilanciamento del bianco. Ma non rimuovo oggetti o persone dalle foto, non applico filtri “artistici”. Adoro il bianco e nero, e se il colore non aggiunge nulla alla fotografia, uso il bianco e nero.
  7. L’approccio fotogiornalistico non è per tutti. E questo il tasto dolente. L’approccio fotogiornalistico non è per chi vuole foto impostate, senza un capello fuori posto, ritratti di famiglia in cui tutti gli elementi hanno i vestiti coordinati ed intonati tra loro (sempre che non siano vestiti cosi anche nella vita reale!). L’approccio fotogiornalistico non è per chi cerca nelle foto di essere qualcun altro. L’approccio fotogiornalistico semplicemente, racconta la realtà, con le sue imperfezioni, i suoi imprevisti, i suoi alti e bassi, ma niente è meglio che la vita reale.

 

“REAL”  IS THE NEW  “PERFECT”

Documentary Family Photography

 

Qualcosa di me. Mi chiamo Alessia, sono una fotografa. Ho studiato fotogiornalismo per anni, e poi mi sono dedicata alla fotografia commerciale, provando a ritagliarmi una nicchia dove applico tutto quello che ho imparato nel fotogiornalismo alla fotografia di famiglia e di eventi.

 

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